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Tempio
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Il mwdqtempio è una mwdgstruttura architettonica utilizzata come mwdwluogo di culto. Il termine deriva dal mwealatino mweqtemplum (recinto consacrato), da una mwegradice indoeuropea che ha avuto come esito in mwewgreco τέμενος (mwfamwfqtemenos), che deriva dal verbo τέμνω, "io taglio".
Contents
• Altri
• Note
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Preistoria
Antichità
Antichità classica
Tempio egizio
Nell'mwjqantico Egitto il tempio era considerato la "casa del dio", il luogo in cui erano celebrate le feste e da cui partivano le celebrazioni in suo onore.
Ne mwjwIl tempio nell'uomo, un'opera di R. A. Schwaller de Lubicz, l'autore esplora l'idea che i templi egizi, in particolare il mwkaTempio di Luxor, siano rappresentazioni metafisiche del corpo umano. De Lubicz suggerisce che questi templi riflettano l'ordine cosmico e spirituale attraverso le loro proporzioni. L'autore sostiene che gli antichi egizi abbiano incorporato conoscenze di mwkqgeometria sacra e mwkgrisveglio spirituale nella loro architettura, e che il corpo umano stesso sia un tempio che rispecchia l'armonia dell'universo. L'opera collega il simbolismo templare a concetti esoterici, mostrando come l'architettura rifletta l'anatomia umana e le leggi cosmiche. cite-ref-1[1]
Il modello canonico del mwmatempio egizio era essenzialmente strutturato in tre parti:
1. La parte pubblica iniziava con un lungo viale fiancheggiato da mwmwsfingi che conduceva all'entrata del tempio, costituita da una porta fiancheggiata da due piloni (torri rettangolari) generalmente con due mwnaobelischi anteposti. Alle spalle della porta vi era un grande cortile rettangolare porticato.
2. L'ambiente successivo, la sala ipostila, era costituito da una stanza con varie file di colonne. Nei templi maggiori questa era a tre mwngnavate.
3. Il mwoamwoqsancta sanctorum, il mwogsantuario vero e proprio con la statua del dio, era una piccola sala accessibile soltanto al mwowfaraone ed ai sacerdoti addetti al culto divino. Ai lati vi erano altre due stanze, le mwpacappelle per la sposa e il figlio del dio, mentre intorno c'era un corridoio sul quale si aprivano ambienti utilizzati come magazzini per le offerte.
Le pareti del tempio erano decorate con dipinti e mwpggeroglifici in onore del dio e del faraone che aveva costruito il tempio.
Tempio greco-romano
Dal punto di vista mwxqarchitettonico il mwxgtempio greco e poi quello mwxwromano costituirono una mwyatipologia che ha largamente influenzato l'architettura occidentale anche in epoche successive.
Benché la parola "tempio" derivi dal mwyglatino mwywtemplum, quest'ultimo termine in realtà indica non l'edificio, ma un luogo consacrato (recinto sacro, mwzamwzqtemenos in greco). Per indicare l'edificio sacro in latino veniva invece utilizzato il termine mwzgaedes o altri termini (ad esempio mwzwmwaasacellum).
Il tempio cominciò ad assumere una forma monumentale nell'mwagarchitettura greca, a partire dagli inizi del mwawVII secolo a.C., e si sviluppò con l'introduzione degli mwbaordini colonnati che circondavano la mwbqcella, ovvero l'ambiente interno che ospitava l'immagine della divinità. La cella poteva essere preceduta da un mwbgportico colonnato (mwbwmwcaprònaos), dove potevano trovarsi le stanze dei mwcqtesori, le raccolte di offerte dei fedeli. Talvolta questa funzione spettava invece a una stanza posteriore, detta mwcgmwcwopistodomo. La zona riservata ai sacerdoti era detta invece mwdamwdqadyton. La cella era spesso cinta da cancellate, per impedire il saccheggio delle offerte. La disposizione delle colonne in relazione alla cella definisce le varie mwdgtipologie di tempio (mwdwin antis, mweaprostilo, mweqanfiprostilo, mwegperiptero, mwewpseudoperiptero, mwfadiptero, mwfqpseudodiptero).cite-ref-2[2]
Nell'mwnaarchitettura romana il tempio risente inizialmente dei modelli mwnqetruschi, ma presto vengono introdotti elementi dall'architettura greca mwngellenistica. La più marcata differenza del tempio romano rispetto a quello greco è la sua sopraelevazione su un alto mwnwpodio, accessibile da una scalinata spesso frontale. Inoltre si tende a dare maggiore importanza alla mwoafacciata, mentre il retro è spesso addossato a un muro di recinzione e privo dunque del colonnato. Templi greco-romani sono stati spesso inglobati nell'architettura posteriore celandosi sotto mwoqcattedrali (mwogSiracusa) o in normali case (mwowHimera, mwpaCamarina), il che ha permesso la conservazione delle strutture.
Tempio etrusco
Dei templi etruschi - e più in generale dell'architettura religiosa etrusca - sono sopravvissute al tempo solo poche testimonianze, a causa del fatto che i templi erano costruiti con materiali deperibili. Le informazioni che si hanno su di essi provengono dai testi di mwvwVitruvio, che li classificava (in particolare le colonne) sotto un nuovo mwwaordine architettonico, quello mwwqtuscanico. Solo tramite documenti di epoca romana, quindi, si riesce a ricostruire con buona approssimazione il modo in cui erano fatti.
Il tempio era accessibile non tramite un mwwwcrepidoma perimetrale, ma attraverso una scalinata frontale. L'area del tempio era divisa in due zone:
• una antecedente o mwxgpronao con otto colonne disposte in due file da quattro;
• una posteriore costituita da tre mwyacelle uguali e coperte, ognuna dedicata ad una particolare divinità.
A differenza dei templi greci ed egizi, che si evolvevano assieme alla civiltà e alla società, i templi etruschi rimasero sostanzialmente sempre uguali nei secoli, forse a causa del fatto che nella mentalità etrusca essi non erano la dimora terrena della divinità, bensì un luogo in cui recarsi per pregare gli dei (e sperare di essere ascoltati).
Frequenti erano gli omaggi da portare nei templi, solitamente consistenti in statuette votive in mwywterracotta o mwzabronzo, oppure in mwzqofferte sacrificali (come agnelli e capre).
Gli unici elementi decorativi del tempio etrusco sono gli mwzwacroteri e le mw0aantefisse, solitamente in terracotta dipinta. Un esempio è l'antefissa con la testa di mw0qGorgone nel mw0gSantuario di Portonaccio a mw0wVeio, oggi conservato al mw1aMuseo nazionale etrusco di Villa Giulia a mw1qRoma.
Tempio precolombiano
I templi dell'età precolombiana assomigliano molto alle mw2gpiramidi egizie e alle mw2wziggurat della mw3aciviltà mesopotamica. Per i popoli mw3qMaya e mw3gAztechi erano situati su grandi mw3wpiramidi a gradoni e di solito il loro scopo principale era quello mw4asacrificale. Per tutte le mw4qciviltà precolombiane, come Maya e mw4gIncas, i templi non erano solamente centri di culto e devozione, ma anche e soprattutto mw4wosservatori astronomici.
Nelle maggiori religioni moderne
Edifici di culto cristiani
Nel mw-wcristianesimo, l'edificio di culto non è considerato sede della divinità, come era ritenuto il mwaqaTempio di Gerusalemme per gli ebrei, e per i templi delle religioni greco-romane. Per il cristianesimo il vero tempio è il corpo di Gesù Cristo e templi vivi sono gli stessi cristiani in comunione con lui.cite-ref-3[3] L'eventuale presenza dell'mwaqueucaristia in alcuni degli edifici di determinate confessioni cristiane, come il mwaqycattolicesimo e l'mwaqcortodossia, per la comunione fuori della mwaqgsanta messa ed eventualmente per l'adorazione, non qualifica tali edifici come dimora di Dio, anche se si tratta della presenza sacramentale di mwaqkCristo in corpo, sangue, anima e divinità. In altri termini, Dio sta di casa nel cuore degli uomini, nei templi degli uomini è solo di "passaggio".
I primi luoghi di culto cristiani erano case private dette mwaqsdomus ecclesiae. Il termine fa riferimento alla "mwaqwchiesa", dal greco εκκλησὶα, "assemblea" che in origine designava l'adunanza dei fedeli per la celebrazione del culto; solo successivamente il termine "chiesa" è andato ad indicare l'edificio di culto. Con la diffusione della religione, e soprattutto la sua legalizzazione sotto l'mwaq0imperatore mwaq4Costantino, si iniziarono a costruire edifici di culto più grandi. Esempio di questa evoluzione fu l'utilizzo della parola "mwaq8basilica", che nella mwaraciviltà romana era un ampio edificio polifunzionale principalmente utilizzato per l'amministrazione della giustizia, e che poi passò ad indicare grandi luoghi di culto cristiani ricavati proprio dalle aule delle antiche basiliche in disuso.
A seconda dell'importanza, della funzione e delle dimensioni architettoniche (spesso strettamente correlate tra loro), il luogo di culto cristiano viene chiamato:
• mwarqChiesa
• mwaryBasilica
• mwargCappella
• mwaroSantuario
• mwarwCattedrale
• mwar4Duomo
• mwasaPieve
• mwasiOratorio
Un uso improprio nel cattolicesimo è quello di usare il termine "tempio" per indicare una chiesa di grandi dimensioni o di grande importanza o anche solo come sinonimo in un discorso relativo ad una chiesa. Un esempio è il "mwasqtempio di Don Bosco", con cui veniva denominata la chiesa dedicata al santo dei giovani al Colle Don Bosco, prima che ricevesse il titolo di Basilica pontificia (2010).
Nella tradizione del mwasyprotestantesimo francese (mwasccomunità ugonotte), la parola "chiesa" viene riservata all'organismo formato dai credenti di un certo luogo, mentre per il luogo di culto si usa la parola "mwasgtemple". Quest'uso è presente, in Italia, anche nella mwaskChiesa evangelica valdese, dove tuttora il luogo di riunione del culto domenicale viene chiamato "tempio".
Tempio mormone
La mwatmChiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni considera il mwatqtempio un luogo fondamentale per la salvezza degli individui e della famiglie. Allo stato attuale (mwatu2010) la Chiesa ha edificato 134 templi in tutto il mondo.cite-ref-4[4]
I templi sono edifici in cui vengono celebrate delle sacre ordinanze e può essere frequentato solo dai fedeli in possesso di un lasciapassare rilasciato dalle autorità locali della Chiesa. Le ordinanze più importanti celebrate nei templi sono l'investitura, il mwatsMatrimonio eterno, il suggellamento delle famiglie e il battesimo vicario in favore dei defunti.
Per le normali riunioni domenicali le singole congregazioni di santi degli ultimi giorni usano altri edifici chiamati chiese o cappelle.
Sinagoga ebraica
Nell'mwauuEbraismo il luogo di culto primo e principale è chiamato "tempio" e, secondo la loro credenza, deve essere costruito a mwauyGerusalemme. A Gerusalemme, nella storia, sono esistiti il mwaucTempio di Salomone e il mwaugSecondo Tempio.
Dopo la distruzione del mwauoTempio di Gerusalemme, nel mwaus70 d.C., come luogo di culto ha preso via via maggior importanza la mwauwsinagoga.
A Gerusalemme, dell'antico Tempio resta solo il mwau4Muro Occidentale (detto anche "Muro del pianto").
Moschea islamica
La moschea è il luogo di preghiera per i fedeli dell'mwavmIslam. La parola italiana deriva direttamente dallo mwavqspagnolo mwavumezquita, a sua volta originata dalla parola mwavyaraba مسجد mwavcmasjid che indica il luogo in cui si compiono le mwavgmwavksujūd, le mwavoprosternazioni che fanno parte dei movimenti obbligatori che deve compiere il fedele orante.
Moschea al-Hasan II in Marocco Moschea della Roccia a Gerusalemme Moschee di Samarcanda Sala della moschea di RomaUn tipo di masjid particolare è la mwav4masjid jāmi‘, la moschea "congregazionale", dove si auspica per l'Islam che si radunino collettivamente i fedeli al fine di adempiere all'obbligo della preghiera obbligatoria (mwav8mwawaṣalāt) del mezzogiorno (mwawezuhr) del venerdì.
In quanto luogo di preghiera la moschea non ha elementi indispensabili ma solo utili allo scopo. È infatti possibile pregare anche all'aperto, o dentro una casa qualsiasi, purché il terreno riservato alla ṣalāt sia delimitato da qualche oggetto (tappeto, stuoia, mantello, sassi) e sia il più possibile esente da sozzure. Questo perché – come d'altronde per tutti gli atti previsti dalla Legge islamica (mwawmmwawqsharīʿa) – è richiesto lo stato di purità legale (mwawumwawyṭahāra), ottenibile con mwawclavacri parziali o totali del corpo, mentre il luogo della preghiera deve essere esente da evidenti sporcizie che potrebbero contaminare chi col terreno debba entrare in contatto, come appunto accade nella ṣalāt.
La moschea ha un mwaw8mwaxamiḥrāb (sorta di abside o nicchia che, nelle mwaxemoschee più umili, può essere semplicemente disegnata su una parete o indicata da qualche oggetto nella preghiera all'aperto) che indica la direzione della mwaxiMecca (mwaxmmwaxqqibla) e della mwaxuKaʿba, considerata il primo santuario musulmano dedicato al culto dell'unico vero Dio (mwaxyAllah).
Perché la preghiera sia valida essa deve essere compiuta all'interno di precisi momenti (awqāt) della giornata, scanditi dall'andamento apparente del sole. Per questo uno speciale incaricato (mwax8muezzin, dall'arabo mwayamu'ādhdhin) ricorda dall'alto di una costruzione a torre (mwayeminareto - dall'arabo manār, "mwayifaro") - mediante un suo richiamo rituale salmodiato (mwaymmwayqadhān) che da quel momento in poi è obbligatorio pregare (in casa, all'aperto, in moschea). Per chi si trovi lontano dal minareto e non possa per qualsiasi motivo udire la voce del muezzìn - oggi aiutata per lo più da altoparlanti - si sciorinano talora ampi panni bianchi, ben visibili anche da lontano.
Per le necessità della purificazione, sia all'interno sia nelle immediate adiacenze della moschea è spesso presente una fontana. Importante è infine l'area della preghiera (mwayymwaycmuṣallā), tendenzialmente rettangolare per consentire agli oranti di ordinarsi in file e ranghi, al cui interno può essere presente un orologio che in molte occasioni è di antica fattura, utile a segnalare il tempo rimanente perché sia valida la preghiera.
Caratteristica di ogni moschea è la mancanza di raffigurazioni umane o animali, in quanto osteggiate dall'Islam. Le decorazioni sono perciò tutt'al più di tipo fitoforme (legate cioè al mondo vegetale) ma, quasi sempre, sono presenti mwaykmosaici o scritte che riportano versetti del Corano tracciati con calligrafie considerate particolarmente "artistiche" che hanno dato modo all'Occidente di parlare di mwayoarabeschi.
Tempio induista
Nell'mwazuinduismo il tempio, o mwazyMandir (mwazcsanscrito मन्दिर, "casa") è un luogo d'incontro tra il fedele e il Dio cui esso è dedicatocite-ref-5[5], il luogo in cui sperimentare una visione (mwazwmwaz0Darshan) che è epifania, manifestazione e esperienza diretta del divino. Nel tempio vengono celebrate le feste secondo un mwaz4calendario rituale e delle cerimonie quotidiane (mwaz8mwaaapūjā), spesso accompagnate da musica e canti sacri (mwaaemwaaibhajan).
Caratteristica di un tempio è la presenza di una mwaaqmwaaumurti (immagine)cite-ref-6[6] del mwaaomwaasdeva (dio) a cui l'edificio è consacrato e la cui mwaawadorazione è l'attività centrale del tempio. Il tempio può essere dedicato a un unico deva, o a più dei tra loro collegati.
Tempio shintō
Il termine giapponese che sta ad indicare un santuario shintō è mwabejinja, generalmente costituito da una serie di edifici e dall'area naturale circostante, che può avere dimensioni molto diverse, da un piccolo giardino di pochi metri quadrati, ad intere montagne e colline boscose. Esso è il luogo dove i fedeli possono recarsi per la venerazione degli dèi (mwabimwabmkami). Dal 1946, con l'istituzione della Jinja Honcho, la comunità shintoista, tutti i santuari del Giappone sono parte di questa organizzazione, che negli ultimi decenni ha iniziato anche ad aprire nuovi santuari all'estero, in particolare in America e mwabqAustralia.
Tempio sikh
Il mwabkgurdwara ('porta del guru') è il luogo di culto del mwaboSikhismo, tempio e luogo di riunione allo stesso tempo.
Tempio buddhista
A seconda dell'area geografica in cui si è diffuso, il buddhismo ha prodotto differenti edifici originali per il culto.
In mwacyIndia, dove nacque il buddhismo, i primi templi furono ricavati da delle caverne, e nella zona dell'mwaccabside vennero conservate le reliquie di mwacgBuddha. Di queste opere si possono ammirare esempi in alcune grotte del mwackMaharashtra, tuttora ben conservate. Le sale principali di tali grotte presero il nome mwacomwacschaitya, lo stesso nome che fu dato ai primi templi eretti all'aperto. Questi tipi di templi vengono detti mwacwabsidali per la presenza delle sacre reliquie nell'abside. In seguito vennero costruiti complessi templari in cui l'edificio principale prese il nome mwac0mwac4vihara. Si differenzia dal mwac8chaitya per l'assenza delle reliquie di Buddha, che venivano invece custodite in una struttura vicina chiamata mwadamwadestupa. Le invasioni musulmane del XII secolo portarono alla distruzione di gran parte dei templi buddhisti ed al declino della fede buddhista. La riscoperta di tale fede e la costruzione di nuovi templi ebbe luogo attorno alla metà del XX secolo.
In mwadmTibet, mwadqLadakh, mwaduNepal e mwadyBhutan il tempio buddhista si chiama mwadcmwadggompa, un edificio simile ai monasteri o alle abbazie. Gli interni variano da regione a regione, seguendo comunque un unico schema: una sala centrale per la preghiera con una statua di Buddha, panchine per i monaci per la meditazione e le camere per dormire e mangiare. I gompa possono essere accompagnati dai mwadkmwadochörten, la locale versione dello mwadsmwadwstupa indiano, dove vengono custodite le reliquie di Buddha o di venerati monaci.
In mwad4Cina gli edifici principali furono all'inizio le mwad8pagode, versione cinese degli mwaeastupa. In seguito gli imperatori e i più prestigiosi aristocratici lasciarono in eredità alla comunità buddhista i loro sfarzosi palazzi, che divennero i mwaeevihara e sostituirono le pagode come edifici principali. Con la mwaeirivoluzione culturale che fece seguito alla presa del potere dei comunisti di mwaemMao Tse-tung, molti templi furono distrutti ed il buddhismo conobbe un periodo di declino. La normalizzazione dei rapporti avvenuta negli ultimi anni ha portato alla ricostruzione di molti templi ed ha rilanciato la funzione della pagoda.
In mwaeuCorea il complesso templare buddhista prende il nome di mwaeysa (mwaec사?, 寺?), ed è composto principalmente da un cancello sorretto da dei pilastri chiamato mwaegiljumun, dal tempio principale, il mwaekdaeungjeon, uno secondario destinato alla lettura, chiamato mwaeobeopdang, un altro in cui risiede un'immagine del Ksitigarbha, detto mwaesmyeongbujeon, una torre ospitante una campana (mwaewjonggo), e il mwae0sansingak, un tempio mwae4sciamanico dedicato al dio della montagna, Sansin.
In mwafaGiappone il complesso templare buddhista si chiama mwafetera o jimwafi (寺?) ed i suoi componenti sono il tempio principale, chiamato mwafmkondo, uno secondario destinato alla lettura chiamato mwafqkodo, la pagoda (simile a quella cinese), il mwafucancello d'ingressomwafy (門?, mon) ed un padiglione che ospita la campana.cite-ref-7[7] Si possono inoltre trovare templi minori dedicati all'mwafsAmitabha Buddha, al fondatore del tempio, all'imperatore, a mwafwKōbō Daishi, il più venerato tra i monaci buddhisti, ed altri ancora.cite-ref-8[8] Il mwagesincretismomwagi (神仏習合?, shinbutsu shūgō) operato con il preesistente mwagmshintoismo, ha comportato l'acquisizione di elementi architettonici propri di tale religione all'interno dei templi buddhisti.
In mwaguThailandia, mwagyLaos e mwagcCambogia, il complesso templare viene chiamato mwaggmwagkwat, composto da un tempio principale, il mwagomwagsPhra Ubosot, che è la sala dell'mwagwordinazione, da quello secondario chiamato mwag0mwag4vihan e dal mwag8reliquiario, che corrisponde allo mwahamwahestupa e prende il nome mwahimwahmchedi (pronuncia cédi). Altri edifici del complesso sono le mwahqsala, mwahupadiglioni aperti destinati al riposo, allo studio e alla mwahymeditazione, un mwahccampanile e un mwahgmondop, un edificio in cui vengono conservati i mwahktesti sacri e si svolgono determinati riti.
Altri
Durante la mwahwRivoluzione francese alcune chiese furono trasformate in "mwah0Templi della Ragione". Nell'ambito della mwah4Massoneria si utilizza il termine Tempio per indicare i locali all'interno della casa massonica ove si svolgono le cerimonie rituali.cite-ref-9[9]
Note
cite-note-11. ↑ mwaikR. A. Schwaller de Lubicz, mwaioIl tempio nell'uomo, 1957.
cite-note-22. ↑ I popoli antichi (greci, romani, etruschi) attribuivano grande importanza all'orientamento dei templi. Esso era determinato dal sommo sacerdote in riferimento ai quattro mwai4punti cardinali congiunti da due rette incrociate. La parte orientale, a sinistra dando le spalle al nord (mwai8pars sinistra o mwajafamiliaris), è di buon auspicio; la parte occidentale a destra (mwajepars dextra o mwajihostilis) viene considerata sfavorevole. Lo spazio a nord-ovest era attribuito alle divinità infernali, quello a sud-ovest alle divinità terrestri; quello a nord-est alle grandi divinità celesti, quello a sud-est alle divinità della natura (cfr. Maria Luisa Mazzarello e Maria Franca Tricarico [a cura di], mwajmLa chiesa nel tempo; la narrazione dell'architettura sacra, Torino, Elledici Scuola Edizioni, 2005, pag. 62).
cite-note-33. ↑ mwajcLuigi Cervellin, mwajgL’arte cristiana delle origini. Introduzione all’archeologia cristiana, Leumann, LDC, 1998, pp.mwajk 27-28.
cite-note-44. ↑ mwaj0(mwaj4mwaj8EN) mwakamwakeLista dei templi operanti e in costruzione mwaki(archiviato dall'mwakmurl originale il 22 novembre 2010). Sito ufficiale della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli Ultimi Giorni
cite-note-55. ↑ mwakcmwakgmwakkIl tempio indù.
cite-note-66. ↑ mwak0mwak4mwak8HARE KRISHNA Italia - Il libro di Krishna - Capitolo 22 mwala(archiviato dall'mwaleurl originale il 18 ottobre 2008).
cite-note-77. ↑ mwalu(mwalymwalcEN) mwalgmwalkTempli buddhisti in Giappone. www.japan-guide.com
cite-note-88. ↑ mwal0(mwal4mwal8EN) mwamamwameTempli giapponesi. www.taleofgenji.org
Bibliografia
• Annamaria Fabri, mwam0Le parole della Bibbia: hierón - il tempio. URL consultato il 3 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2011)., settimanale Castello7, 18 novembre 2007
• M.M. Olivetti, mwam8Il tempio simbolo cosmico, Abete, Roma 1967
• F.V. Tommasi (a cura di), mwaneTempio e persona. Dall'analogia al sacramento, Fondazione Centro studi Campostrini, Verona 2013
Voci correlate
• mwanuCella (architettura)
• mwancChiesa (architettura)
• mwankTemenos
• mwansTempio greco
• mwan0Tempio romano
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-ittempio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiatempio, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) temple, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Tempio, su The Visual Novel Database.
• citereftreccani-tempioTempio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.